La classificazione delle Zone ATEX (Zone 0, 1, 2, 20, 21, 22)
La sicurezza sul lavoro in ambienti con presenza di atmosfere potenzialmente esplosive è un tema di primaria importanza. La corretta classificazione delle Zone ATEX, come vedremo, è il punto di partenza per garantire la protezione dei lavoratori e degli impianti.
Che cosa sono le Zone ATEX: definizione e significato
Le Zone ATEX sono aree di lavoro dove si può formare un’atmosfera esplosiva, ovvero una miscela di sostanze infiammabili (gas, vapori, nebbie o polveri) e aria, in cui l’innesco di una sorgente di accensione può provocare un’esplosione. L’individuazione e la classificazione di queste zone è fondamentale per individuare le misure di sicurezza necessarie.
Cosa si intende per Atmosfere Esplosive (ATEX)
Un’atmosfera esplosiva è presente quando una sostanza infiammabile (polvere, gas o vapore) si miscela con l’aria in concentrazioni tali da poter essere innescata da una scintilla, una fiamma o una superficie calda. L’entità del rischio dipende dalla probabilità che tale atmosfera si formi e dalla sua durata.
Riferimenti normativi: Direttiva 2014/34/UE e Direttiva 99/92/CE
La materia è regolamentata principalmente da due direttive europee:
- Direttiva 2014/34/UE (ATEX 114): disciplina la fabbricazione e l’immissione sul mercato di apparecchi e sistemi di protezione destinati all’uso in atmosfere potenzialmente esplosive.
- Direttiva 99/92/CE (ATEX 137): riguarda la sicurezza e la salute dei lavoratori esposti al rischio di esplosione.
Per un approfondimento sulla normativa, si consiglia la consultazione della Guida normativa ATEX.
Perché la classificazione delle Zone ATEX è fondamentale
La classificazione delle Zone ATEX è il cuore della prevenzione degli incidenti in ambienti potenzialmente esplosivi. Senza una corretta classificazione, è impossibile adottare le misure di sicurezza adeguate.
Riduzione del rischio di esplosione
Una classificazione accurata permette di:
- Selezionare le apparecchiature e i sistemi di protezione idonei per ogni zona.
- Definire le procedure di lavoro in sicurezza.
- Adottare misure di prevenzione e protezione contro le esplosioni.
Obblighi del datore di lavoro (D.Lgs. 81/08 – Titolo XI)
Il D.Lgs. 81/08 (Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro) recepisce la direttiva 99/92/CE e impone al datore di lavoro una serie di obblighi, tra cui:
- Valutare i rischi di esplosione.
- Classificare le aree a rischio (Zone ATEX).
- Adottare misure tecniche e organizzative per prevenire le esplosioni e proteggere i lavoratori.
- Redigere il documento sulla protezione contro le esplosioni (DPCE).
Valutazione del rischio esplosione (VRE) obbligatoria
La Valutazione del Rischio Esplosione (VRE) è un processo sistematico che permette di identificare e valutare i pericoli di esplosione presenti in un ambiente di lavoro. La VRE è obbligatoria e deve essere aggiornata periodicamente, soprattutto in caso di modifiche impiantistiche o di processo. Per saperne di più, visita la pagina dedicata alla Valutazione del Rischio Esplosione.
Zona ATEX: definizione generale e differenza tra gas e polveri
Una Zona ATEX è un’area in cui è presente, o potrebbe essere presente, un’atmosfera esplosiva in quantità tali da richiedere precauzioni speciali per la costruzione, l’installazione e l’utilizzo di apparecchiature. Le zone ATEX si distinguono in base alla natura della sostanza infiammabile: gas/vapori/nebbie o polveri.
Classificazione delle zone ATEX per gas (Zone 0, 1, 2)
Le zone ATEX per gas sono classificate in base alla frequenza e alla durata della presenza di un’atmosfera esplosiva:
- Zona 0: atmosfera esplosiva presente in modo continuo, per lunghi periodi o frequentemente.
- Zona 1: atmosfera esplosiva presente occasionalmente durante le normali attività.
- Zona 2: atmosfera esplosiva non presente durante le normali attività, ma che potrebbe verificarsi in caso di anomalie.
Classificazione delle zone ATEX per polveri (Zone 20, 21, 22)
Analogamente, le zone ATEX per polveri sono classificate in base alla frequenza e alla durata della presenza di un’atmosfera esplosiva:
- Zona 20: atmosfera esplosiva presente in modo continuo, per lunghi periodi o frequentemente.
- Zona 21: atmosfera esplosiva presente occasionalmente durante le normali attività.
- Zona 22: atmosfera esplosiva non presente durante le normali attività, ma che potrebbe verificarsi in caso di anomalie.
Differenze tra gas e polveri nell’analisi del rischio
L’analisi del rischio per gas e polveri presenta alcune differenze fondamentali. Le polveri, ad esempio, possono stratificarsi e creare ulteriori pericoli di esplosione, mentre i gas possono diffondersi rapidamente e raggiungere aree distanti dalla sorgente di emissione. Inoltre, le caratteristiche di infiammabilità (come la temperatura di autoaccensione) variano significativamente tra gas e polveri.

Classificazione Zone ATEX per Gas: Zone 0, 1, 2
Approfondiamo ora la classificazione delle Zone ATEX in presenza di gas, vapori o nebbie infiammabili.
Zona 0 ATEX: caratteristiche, esempi e requisiti
La Zona 0 è l’area più pericolosa, dove l’atmosfera esplosiva è presente in modo continuo, per lunghi periodi o frequentemente. Esempi tipici sono l’interno di serbatoi di stoccaggio di liquidi infiammabili o aree immediatamente adiacenti a sfiati di gas. In Zona 0, le apparecchiature devono essere certificate per il massimo livello di protezione (Categoria 1G) e devono essere progettate per operare in condizioni di rischio estremo.
Zona 1 ATEX: dove si applica, apparecchiature e protezioni
La Zona 1 è un’area dove l’atmosfera esplosiva è occasionalmente presente durante le normali attività. Esempi includono aree attorno a valvole o raccordi di tubazioni che trasportano gas infiammabili, o aree dove si effettuano operazioni di travaso di liquidi infiammabili. In Zona 1, le apparecchiature devono essere certificate per la Categoria 2G e devono garantire un elevato livello di protezione.
Zona 2 ATEX: definizione, obblighi documentali e casi tipici
La Zona 2 è un’area dove l’atmosfera esplosiva non è presente durante le normali attività, ma che potrebbe verificarsi solo in caso di anomalie o guasti. Esempi tipici sono aree attorno a pompe o compressori che movimentano gas infiammabili, o aree ventilate dove si immagazzinano sostanze infiammabili. In Zona 2, le apparecchiature devono essere certificate per la Categoria 3G. Per approfondire il tema degli impianti elettrici, consulta la pagina dedicata agli Impianti elettrici per ATEX.
ATEX Zona 2 e autocertificazione: cosa è realmente consentito
È fondamentale chiarire che non esiste una “autocertificazione” della Zona 2. Il datore di lavoro è sempre responsabile della classificazione delle Zone ATEX, anche della Zona 2. La marcatura CE di un’apparecchiatura di Categoria 3G implica la conformità ai requisiti essenziali di sicurezza, ma non esonera il datore di lavoro dalla VRE e dalla corretta installazione e utilizzo dell’apparecchiatura. L’autocertificazione è ammessa SOLO per il COSTRUTTORE DELL’APPARECCHIATURA, che dichiara di aver rispettato tutti i requisiti di legge.
Classificazione Zone ATEX per Polveri: Zone 20, 21, 22
Passiamo ora alla classificazione delle Zone ATEX in presenza di polveri combustibili.
Zona 20 ATEX: condizioni e materiali coinvolti
La Zona 20 è l’area più pericolosa in presenza di polveri, dove l’atmosfera esplosiva è presente in modo continuo, per lunghi periodi o frequentemente. Esempi includono l’interno di macchine per la lavorazione di polveri, come mulini o miscelatori, o l’interno di serbatoi di stoccaggio e filtri. In Zona 20, le apparecchiature devono essere certificate per il massimo livello di protezione (Categoria 1D).
Zona 21 ATEX: esempi reali (filtri, cicloni, silos, elevatori)
La Zona 21 è un’area dove l’atmosfera esplosiva è occasionalmente presente durante le normali attività. Esempi includono aree attorno a filtri, cicloni, sili, elevatori o altri macchinari che movimentano polveri combustibili. In Zona 21, le apparecchiature devono essere certificate per la Categoria 2D.
Zona 22 ATEX: rischi sottovalutati nelle industrie alimentari e legnose
La Zona 22 è un’area dove l’atmosfera esplosiva non è presente durante le normali attività, ma che potrebbe verificarsi solo in caso di anomalie o guasti. Esempi tipici sono aree attorno a macchine per il confezionamento di alimenti in polvere, o aree di lavorazione del legno dove si generano elevate quantità di segatura. In Zona 22, le apparecchiature devono essere certificate per la Categoria 3D. Spesso, in settori come l’industria alimentare e del legno, i rischi legati alla presenza di polveri combustibili sono sottovalutati.
Tabella riepilogativa delle Zone ATEX (Gas e Polveri)
| Zona | Frequenza presenza atmosfera esplosiva | Esempi tipici | Requisiti apparecchi |
|---|---|---|---|
| Zona 0 (Gas) | Continua, per lunghi periodi o frequente | Interno serbatoi di liquidi infiammabili | Categoria 1G |
| Zona 1 (Gas) | Occasionale durante le normali attività | Aree attorno a valvole di gas infiammabili | Categoria 2G |
| Zona 2 (Gas) | Non presente durante le normali attività, ma possibile in caso di anomalie | Aree attorno a pompe di gas infiammabili | Categoria 3G |
| Zona 20 (Polveri) | Continua, per lunghi periodi o frequente | Interno di macchine per la lavorazione di polveri | Categoria 1D |
| Zona 21 (Polveri) | Occasionale durante le normali attività | Aree attorno a filtri, cicloni, sili | Categoria 2D |
| Zona 22 (Polveri) | Non presente durante le normali attività, ma possibile in caso di anomalie | Aree attorno a macchine per il confezionamento di polveri | Categoria 3D |
Come si determinano le Zone ATEX: metodologia di classificazione
La classificazione delle Zone ATEX è un processo complesso che richiede competenze specifiche e una conoscenza approfondita delle normative.
Analisi delle sorgenti di emissione
Il primo passo è identificare tutte le possibili sorgenti di emissione di sostanze infiammabili, sia gas che polveri. Questo include la valutazione dei processi produttivi, delle apparecchiature utilizzate e delle sostanze manipolate.
Valutazione della ventilazione e delle condizioni operative
La ventilazione gioca un ruolo fondamentale nella diluizione delle sostanze infiammabili e nella prevenzione della formazione di atmosfere esplosive. È quindi necessario valutare l’efficacia dei sistemi di ventilazione presenti e le condizioni operative dell’impianto.
Metodi tecnici, norme CEI e standard internazionali (EN 60079-10-1/2)
La classificazione delle Zone ATEX deve essere effettuata seguendo metodi tecnici consolidati e conformi alle norme CEI (Comitato Elettrotecnico Italiano) e agli standard internazionali, in particolare le norme EN 60079-10-1 (per gas) e EN 60079-10-2 (per polveri).
Documentazione finale e mantenimento della classificazione
Al termine del processo di classificazione, è necessario redigere una documentazione completa e dettagliata, che includa la planimetria delle Zone ATEX, la descrizione delle sorgenti di emissione, le valutazioni effettuate e le misure di sicurezza adottate. La classificazione deve essere mantenuta aggiornata e revisionata periodicamente, soprattutto in caso di modifiche impiantistiche o di processo.
Apparecchiature e soluzioni per Zone ATEX
La scelta delle apparecchiature e dei sistemi di protezione idonei è fondamentale per garantire la sicurezza in Zone ATEX.
Gradi di protezione e categorie (1G, 2G, 3G / 1D, 2D, 3D)
Le apparecchiature destinate all’uso in Zone ATEX sono classificate in base al grado di protezione e alla categoria, che indicano il livello di sicurezza garantito:
- Categoria 1G/1D: apparecchiature progettate per essere utilizzate in Zona 0/20.
- Categoria 2G/2D: apparecchiature progettate per essere utilizzate in Zona 1/21.
- Categoria 3G/3D: apparecchiature progettate per essere utilizzate in Zona 2/22.
Installazioni elettriche in Zone ATEX: requisiti e certificazioni
Le installazioni elettriche in Zone ATEX devono rispettare requisiti specifici e devono essere certificate da organismi notificati. È fondamentale utilizzare cavi, canalizzazioni e apparecchiature elettriche adatti all’ambiente esplosivo. Approfondisci l’argomento visitando la pagina sugli Impianti elettrici per atmosfere esplosive.
Soluzioni antiesplosione e sistemi di protezione
Esistono diverse soluzioni antiesplosione e sistemi di protezione per ridurre il rischio di esplosioni in Zone ATEX, tra cui:
- Apparecchiature a sicurezza intrinseca (Ex i).
- Apparecchiature antideflagranti (Ex d).
- Sistemi di protezione contro le esplosioni (es. sistemi di soppressione delle esplosioni).
Scopri di più sulle Soluzioni antiesplosione.
Esempi pratici di applicazione delle Zone ATEX nei diversi settori
Vediamo alcuni esempi concreti di applicazione delle Zone ATEX in diversi settori industriali.
Industria alimentare (farine, zucchero, polveri) – Zone 21/22
Nell’industria alimentare, la presenza di farine, zucchero e altre polveri combustibili può creare atmosfere esplosive. Le aree di lavorazione e confezionamento di questi prodotti sono spesso classificate come Zone 21/22.
Industria chimica e farmaceutica – Zone 0/1/2
Nell’industria chimica e farmaceutica, la manipolazione di solventi, gas infiammabili e altre sostanze pericolose può creare atmosfere esplosive in diverse aree dell’impianto. A seconda della frequenza e della durata della presenza di queste sostanze, le aree possono essere classificate come Zone 0/1/2.
Trattamento rifiuti – Zone 20/21
Negli impianti di trattamento rifiuti, la presenza di biogas, polveri e altre sostanze infiammabili può creare atmosfere esplosive. Le aree di stoccaggio e trattamento dei rifiuti sono spesso classificate come Zone 20/21.
Officine, depositi e stazioni di servizio – Zone 1/2
Nelle officine, nei depositi e nelle stazioni di servizio, la presenza di vapori di benzina, gasolio e altri combustibili può creare atmosfere esplosive. Le aree attorno alle pompe di carburante e ai serbatoi di stoccaggio sono spesso classificate come Zone 1/2.
Errori comuni nella classificazione delle Zone ATEX
Evitiamo alcuni errori comuni che possono compromettere la sicurezza in Zone ATEX.
Confondere gas e polveri
È fondamentale distinguere tra gas e polveri, in quanto le loro caratteristiche di infiammabilità e i metodi di classificazione delle Zone ATEX sono diversi.
Autocertificazione impropria della Zona 2
Come già sottolineato, non esiste un’autocertificazione della Zona 2 da parte del datore di lavoro. Il datore di lavoro è sempre responsabile della VRE e della corretta applicazione delle misure di sicurezza.
Non aggiornare la VRE in caso di modifiche impiantistiche
La VRE deve essere aggiornata ogni volta che vengono apportate modifiche all’impianto, ai processi produttivi o alle sostanze manipolate.
Zone ATEX e sicurezza: come prevenire le esplosioni
La prevenzione delle esplosioni in Zone ATEX richiede un approccio integrato che coinvolga tutti i livelli dell’organizzazione.
Buone pratiche operative e manutenzione
È fondamentale adottare buone pratiche operative e garantire una manutenzione regolare delle apparecchiature e degli impianti.
Formazione del personale e responsabilità del datore di lavoro
Il personale deve essere adeguatamente formato sui rischi di esplosione e sulle procedure di sicurezza da seguire. Il datore di lavoro è responsabile della sicurezza dei lavoratori e degli impianti.
Importanza della VRE periodica
La VRE periodica è uno strumento fondamentale per identificare e valutare i rischi di esplosione e per adottare le misure di sicurezza più appropriate. Rivedi la pagina dedicata alla Valutazione del Rischio Esplosione.
Come Zanocco supporta le aziende nella gestione delle Zone ATEX
Zanocco offre un supporto completo alle aziende nella gestione delle Zone ATEX.
Classificazione ATEX professionale
Offriamo servizi di classificazione ATEX professionale, effettuata da tecnici esperti e qualificati.
Progettazione impianti elettrici in zone classificate
Progettiamo impianti elettrici conformi alle normative ATEX, garantendo la massima sicurezza e affidabilità.
Soluzioni antiesplosione e adeguamenti normativi
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Consulenza completa: dalla VRE alla certificazione degli impianti
Offriamo una consulenza completa, dalla VRE alla certificazione degli impianti, accompagnando le aziende in tutte le fasi del processo.
Conclusioni: l’importanza di una corretta classificazione ATEX
La corretta classificazione delle Zone ATEX è fondamentale per garantire la sicurezza sul lavoro e prevenire incidenti gravi.
Checklist rapida delle Zone ATEX
- Hai identificato tutte le possibili sorgenti di emissione di sostanze infiammabili?
- Hai valutato la ventilazione e le condizioni operative del tuo impianto?
- Hai classificato correttamente le Zone ATEX, distinguendo tra gas e polveri?
- Hai scelto le apparecchiature e i sistemi di protezione idonei per ogni zona?
- Hai formato il tuo personale sui rischi di esplosione e sulle procedure di sicurezza?
- Hai redatto e aggiornato la VRE?
Perché rivolgersi a professionisti certificati
La classificazione delle Zone ATEX è un’attività complessa che richiede competenze specifiche e una conoscenza approfondita delle normative. Rivolgersi a professionisti certificati è la garanzia di una valutazione accurata e di una gestione efficace dei rischi di esplosione.